Chi ha ucciso la tua Loba? Recensione di “Donne che corrono coi lupi”

Chi ama i libri e con loro instaura una relazione di amore profondo e comunque una relazione, lo sa: quando finisce un libro che hai tanto amato, hai bisogno di tempo prima di parlarne e di tempo vuoto prima di iniziarne un altro…è il tempo dell’assimilazione, dell’integrazione con la propria anima, è il tempo della fine. Va gustato ancora un po’, va salutato nel silenzio e nell’amore. Va letto ancora negli occhi dell’anima.La sua voce va ascoltata ancora, in silenzio, dentro.

Questo mi è successo quando ho finito di leggere “Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pintola Estés, (Edizioni Frassinelli, 1993, MI) . Non sarei riuscita a scriverne subito. Ho atteso che la sua anima scendesse e rimanesse in me ancora per un po’ di tempo, nel silenzio. Perché ogni libro ha una sua anima e una sua voce, ci avete mai fatto caso? anche la voce interiore con la quale lo leggete cambia di libro in libro, diventa il suono di quelle parole, proprio quelle e non altre. E’ come se stesse parlando a te, solo per te, per tutta te, con quella voce speciale.

Donne che corrono coi lupi è un grande libro, vasto, dal respiro largo, che fa viaggiare dentro e fuori di sé, sia in senso spaziale che temporale. Allarga lo sguardo, entra nella storia e nutre. Non è sufficiente leggerlo una volta sola, andrebbe riletto più volte nella vita, in diverse stagioni e momenti.

E’ mille storie in un’unica storia senza tempo, in cui singole favole aprono a mondi dell’anima, a passi della trasformazione dell’anima. Scritto e pensato per le donne di qualsiasi mondo e di qualsiasi tempo, credo che in parte possa nutrire anche quell’anima maschile alla quale l’autrice accenna in alcuni momenti precisi del testo.

E’ un libro sull’anima e dell’anima. E’ un percorso di trasformazione per l’anima di tutte le donne, perché non dimentichino mai la Donna Selvaggia che sono. E’ un viaggio dell’anima e per l’anima, concreto. La narrazione è poetica e alterna narrazioni di storie archetipiche con la loro spiegazione. Ecco che le storie narrate riprendono così vita e corpo e diventano esse stesse le nostre storie, la storia che fino a quel momento tutte noi in qualche modo e con qualche sfumatura diversa abbiamo vissuto.

Perché i lupi? perché lupi e donne si assomigliano molto: hanno sensibilità acuta, spirito giocoso, grande devozione, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza, sono profondamente intuitivi, si occupano intensamente dei loro piccoli e del compagno del gruppo, …

Chi è dunque la donna selvaggia? è la nostra natura più profonda, è la Loba (la Lupa) , ovvero colei che sa, è la nostra anima , di grande forza vitale, che crea e non smette mai, è resiliente, è tutto ciò che è istinto, è la forza Vita/Morte/Vita è tutto questo e molto altro….

Ma soltanto leggendo il libro potrete scoprire l’infinito mondo che si può aprire quando si entra nel territorio senza tempo della Donna Selvaggia! Buon viaggio allora…

 

Roberta Bailo

 

 Se vuoi un supporto per ritrovare la tua donna selvaggia, contattami  scrivendomi qua 

Lascia un commento