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Ci sono giorni che… è tutta colpa del ciclo

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…tutto diventa stretto e fastidioso. E dai la colpa al ciclo che sta per arrivare…

Lo senti nel corpo più di tutto, cintura stretta, fastidio strano in gola, solletico, pancia gonfia di non si sa che (di sentimenti repressi?), piena di poco cibo per l’anima, prurito ai piedi.

Insomma quel solletico diffuso che ti fa essere insofferente a tutto e tutti. Non staresti ferma un secondo ma non sai dove andare, fuori da te. Rispondi male anche se non vorresti, lo sguardo si perde un po’ nel vuoto, salti nella testa da un pensiero all’altro, la testa frulla e frulla e vorresti tanto…

essere fermata forse da un abbraccio.

Ma non c’è.

Brucia tutto insomma. Sei insofferente e lo attribuisci al ciclo, al tempo, alla luna storta. Giri e giri e ti sembra di girare un po’ a vuoto, come se stessi scappando da qualcosa, quel qualcosa forse che sai benissimo che cosa sia, ma che hai deciso di non guardare.

Ne hai troppa paura. L’insoddisfazione però oggi brucia troppo. Vorresti spaccare quel velo di fastidio che ti sta stringendo addosso e che ti farebbe scoppiare in mille pezzetti di rabbia, se potesse e se volessi.
Così ti concedi piccoli sfoghi, piccole lamentele, (sentendoti ovviamente in colpa), senza il coraggio di dire quello che brucia realmente in te.

Finchè… giunge la sera e ti lasci scivolare nel sonno, (con un po’ di fatica e impegno), sperando che la Signora della Notte venga a portare via magicamente tutto, con una piuma che lenisce e pulisce.

Al mattino dopo quel fastidio c’è ancora. Oggi lo cerchi di placare con un po’ di cibo in più. Oggi provi a distrarti mettendo a posto casa, spostando mobili, sfogandoti un po’ più del solito con un’amica, guardando un film, bevendo un drink.

Alla fine il fastidio resta, l’insoddisfazione solleticante c’è ancora.

Che palle.

Ti tocca ascoltarti e tu non vuoi, continui a dirti che non è ancora il momento di affrontare la situazione, di andare a vedere questa insoddisfazione e lasciarla parlare, perché sotto sotto lo sai che cosa ti vuole dire.

Ci stai stretta. Vuoi respirare a pieni polmoni. Vuoi poter stiracchiare il tuo corpo in uno spazio ampio, grande, largo, dove puoi starci tutta tutta.

Che fare? che dire?

Puoi scegliere: se iniziare ad ascoltare quel fastidio e con lui il tuo corpo, oppure cercare soluzioni ancora più efficaci per farlo stasere zitto.

Che cosa scegli?

Un abbraccio.
Roberta

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