Felice o perfetta?

Felice o perfetta?

Perfezione e felicità possono andare di pari passo?

Quanto il perfezionismo ci condanna ad essere in un certo modo, a fare le cose solo così, perché si deve e non può essere altrimenti, e ci toglie dalla gioia?

Può un dover essere accompagnarsi con la gioia?

Se penso alla gioia mi arrivano immagini di libertà, di risate a polmoni aperti, vestiti bucati, colori messi come capita, azioni compiute così per caso, all’improvviso. Ridere a gengive scoperte, a bocca aperta, fino alle lacrime, sembrare sceme, dire una cavolata, saltare goffamente, parlare ad alta voce…

All’improvviso
. Quanto mi piace!

Quell’improvviso che ci stupisce, strappa una risata, scombina i piani, fa sussultare, voltare di scatto, stravolgere e GIOIRE. Autenticità e libertà, senza giudizio di va bene e non va bene.

Senza tempo prestabilito, senza controllo, senza si deve.

Non credo che il perfezionismo ci possa condurre alla gioia.

La strada della perfezione è fatta di rinunce interiori, di vestiti stretti e accollati, di sforzi di assomigliare ad altri, per come ci siamo convinte che avremmo dovuto essere e fare. Per come si deve o dovrebbe.

Siamo piene di convinzioni sotterranee, che ci hanno privato di gioia, di estemporaneità, impulsività (perché no?), di autenticità, del coraggio della gioia.

Sì perché credo che per essere felici ci voglia coraggio.

Il coraggio di non vedere nulla e gioire lo stesso.

Il coraggio di spaccare quel velo interiore che non ci vuole dare quel permesso.
Perchè #ioscelgolaperfezione è multistrato: si ammanta di brava e santa bambina, perfetta cliente, donna vincente, amante devota, coach di successo (!?), madre amata, moglie amabile per sempre, adulta senza paure e fragilità, guerriera senza stanchezza, umana senza dubbi.

Il coraggio di sollevarsi sopra il muro delle preoccupazioni e andare oltre, anche se abbiamo paura di quello che potrebbe accadere, del nostro giudizio, di essere superficiali, insensibili, poco concrete, come se esistesse un momento giusto per essere felici, come se potesse accadre qualcosa di terribili se fossimo felici e null’altro.

Il momento non c’è. Perchè c’è sempre. E’ il momento giusto ora.

Di mettere tutto via, accantonare i problemi, e i dover essere, mandare loro sì in vacanza e VIVERE. Se ci concediamo alla Vita, tutto può essere gioia. Se dismettiamo il copione della sofferenza e del sacrificio. Tutto brilla. Perché c’è il respiro, l’aria, il sole, la pelle, la luce degli occhi.

Quanto della tua perfezione puoi lasciar andare per godere della gioia?

Quanta energia hai investito per stringerti in un ruolo da perfetta, inattaccabile, infallibile, senza errori e fragilità? Che prezzo stai pagando per vestire il tuo ruolo di “devo fare ancora di più” “così non vado bene”?

Quando e dove hai costruito questo ideale irraggiungibile di te stessa, che continui ad inseguire? Quale prezzo stai pagando?

E tu dove sei finita? sepolta sotto “ancora uno sforzo”, “ancora non basta”, “domani farò di più”.

Un abbraccio.

Roberta wild

 

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