La rabbia santa

La rabbia santa

Ascolta la tua rabbia brava bambina…

Anch’io ci stavo cadendo oggi, da qualche giorno sento un certo fastidio. Stavo cadendo nel vecchio copione: di dover essere per forza allegra, pacifica, serena… e poi… una musica mi ha riportata a me.

E mi sono data il permesso di ascoltare quel fastidio: una certa rabbia che mi saliva dalla pancia. Quanto è liberante fare ordine, dare un nome… lasciare che si manifesti il nostro mondo interiore.

E ho visto la trappola nella quale stavo cadendo persino (!) io: di dover essere, di non poter sentire, ma solo quelle emozioni socialmente accettabili e che non dessero troppo fastidio, che non facessero troppo rumore. Ancora una volta in un certo modo mi stavo stringendo…
Ti suona familiare?

Da una parte ben precisa di me ribollivo… ma non mi davo il permesso di guardare. Quante volte lo facciamo con noi stesse?

Si, oggi ti voglio raccontare della rabbia, la rabbia santa, la santa rabbia.

Quell’emozione e sentimento che per noi donne è così ostico darci il permesso di sentire e provare e ancor di più di manifestare. Se non forse nel lamentarci sterile e continuato, con un po’ di malcontento, un po’ di scazzo… come se ci concedessimo quello, ma non tutto. Che ottiene un risultato opposto: di non essere ascoltate, liquidate e che non risolve nulla.

Accomodate a mostrare e vivere solo quei sentimenti da brava bambina, angelica, buona, sorridente, accomodante…

Come se fossero consentiti solo una certa gamma di sentimenti. (Gli altri prerogativa del maschile).

Perché altrimenti non andiamo bene… non possiamo starci, diventiamo brutte. antipatiche, noiose, incomprensibili.

Quanta rabbia ingoi, quanta rabbia hai camuffato?

Dall’altra parte: quanta rabbia tiri fuori così a casaccio? (Che è l’altra faccia della medaglia…). Senza una direzione, ma che ti dai il vago permesso di lasciar vagare nell’aria senza direzione, argini, senso e focus?

Quanto fuoco… quanta energia sprecata e repressa.

Hai mai visto la rabbia da questa luce?

Come una grande risorsa di energia potente che ha una sua profonda saggezza e potenzialità?

A volte lei sa meglio di noi.

Ti può rivelare tesori di te.

Quanta bellezza nel fuoco della tua rabbia…

E che potere e che forza da lì puoi regalare agli altri nel manifestarla.
La rabbia spesso sa. Della misura e del giusto posto di cose e relazioni.

Anch’essa è energia vitale.
È uno dei modi che la vita ha di farsi manifesta. Di aggiustare e sistemare, di rimettere a posto, di ricreare antichi ordini sfasati. Di fare giustizia.

Hai mai pensato che l’altro magari sta aspettando proprio quello? per essere rimesso al suo posto, essere visto, come un’ondata di energia che lo può rivitalizzare.

Ovviamente non sto pensando alla rabbia autodistruttiva o distruttiva.
Ma a quella che ha in sé l’energia creativa delle grandi ondate. Che ha quella saggezza profonda e quel faro che sa dirti quando le cose non vanno, quando ci sono confini da ristabilire e puntualizzazioni da porre in essere. Giustizie e ruoli da rimettere a posto. Confini da sistemare. Parole giuste da assegnare. Visioni da manifestare con forza.
Per portare te stessa in questo mondo anche così, anche grazie a lei.

Perché anche lei narra della tua energia e vitalità.

Sa vedere, sa comprendere, sa aggiustare e rimettere a posto.

Sa dare il nome giusto a sentimenti, emozioni, sofferenze, mancanze.

Fa giustizia, dà voce a chi voce non ha.

Non sentirti in colpa di provarla, ascolta quello che ha da rivelarti.

È una bambina ferita magari che ti sta parlando, un tuo diritto calpestato, una voce taciuta per troppo tempo, un bisogno legittimo che ha diritto finalmente di respirare.

È un atto di esistenza talmente forte e grande che solo insieme a lei può farsi spazio.

Falle spazio quando chiama a gran voce, direzionala, non disperderla a casaccio.

Dalle cittadinanza dentro di te.

 

Un abbraccio
Roberta

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