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La tentazione di non vivere

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La tentazione è grande: lasciarsi andare al tempo che scorre, alle giornate che passano, guardando vivere gli altri, continuando a stare nella solita routine in cui noi siamo anonimi pezzetti di un puzzle.

La tentazione è grande: quella di non ascoltare i segnali del corpo, come quel mal di schiena che ci arriva ogni mattina quando scendiamo dal letto, o quella non voglia di mangiare appena alzati, o quel sonno che tarda a venire la sera nel letto, con i pensieri che girano nella testa senza darci tregua, di bollette da pagare, di frasi non dette, di noie quotidiane, di frustrazioni più o meno silenziose.

Intanto le ore passano comunque. “Ed è subito sera…” Intanto comunque hai qualcosa da fare. Il lavoro di tutti i giorni, la casa, i figli, gli amici con i quali fare sempre gli stessi discorsi, le stesse serate al cinema, e vivi tutto questo dentro di te come vita. Sorridi un po’, parli del più o del meno con il fruttivendolo, vai a qualche serata interessante.

Ma i dolori non passano, l’amaro in bocca non passa, mentre i giorni sì.

E alla fine ti abitui anche a questo. Perché la più grande malattia è l’abitudine, quel vestito che se messo più e più volte alla fine sembra proprio il tuo vestito, perché ti sei abituato a vederlo come il tuo.

Ma tu dove sei?

La tua energia dov’è?

Dov’è andata la tua diversità? il tuo colore, la tua scintilla?

Perché ti accontenti di piccole scontentezze, di piccole soddisfazioni?

Perché non ti chiedi come mai quel dolore alle spalle non passa, come mai non riesci ad addormentarti, come mai non vedi più nulla che ti emozioni.. perché non ascolti quella sensazione di sentirti stretto?

Ti hanno insegnato che la vita è dura, la vita è pesante responsabilità, la vita è faticosa, ti hanno insegnato che la felicità è nelle piccole cose, ti hanno insegnato che ti devi adattare a quello che dice la maestra perché lei è grande e sa cosa è bene per te, ti hanno insegnato che l’analisi grammaticale è importante, che se rispondi male a mamma e papà non sei un bravo bambino, che esiste un unico modo socialmente accettabile di stare nel mondo per essere visto e benvoluto e cercato e amato.

E tu hai indossato questo abito, hai buttato giù sempre più giù e ancora più in fondo di te i dubbi, le domande, le ribellioni, i no che avresti urlato a squarciagola. Troppo grande la paura di essere solo, deriso, allontanato, punito, non capito, giudicato come diverso.

Passato e presente, educazione ricevuta e condizionamenti, costellazioni familiari di doveri e dolori che si sono installati nel tuo DNA: insomma un gran casino. E’ come se vivessimo dentro un magma di cose apprese, di credenze che abbiamo assorbito, di padri padroni, di madri anaffettive, di insegnanti dogmatici, e ancora gabbie e ancora paure e resistenze.

Ma quel formicolio al piede non passa, quella nausea nonostante tutte le pastiglie non se ne va, e il velo di apatia non scende.

Allora puoi scegliere. Il tuo momento è arrivato.

Questo è il tuo potere. Scegliere attimo per attimo, giorno dopo giorno chi vuoi essere e come vuoi stare qua.

Puoi scegliere se indossare ancora l’abito che ti è stato cucito addosso e che tu hai scelto di indossare fino ad ora o scegliere di vestirti di nuovo, con i tuoi colori.

Puoi iniziare da dove vuoi per costruire il tuo nuovo te, che porterai nel mondo, da una parola che senti vera e ti viene da urlarla, e la urli, dai tuoi piedi che si muovono e hanno voglia di giocare, da un ‘adesso basta’ urlato silenziosamente a voce impercettibile, da un ” e chi se ne frega”. Puoi scegliere di iniziare a metà pomeriggio, all’improvviso, o nel mese di agosto quando sono tutti in vacanza. Non c’è un momento più giusto di un altro. Puoi scegliere che un trasloco sarà il cambiamento della tua vita o che attraversare quel ponte sarà cambiare per sempre. Inizia ad ascoltarti.

E da quel momento tutto sarà diverso, anche se apparentemente tutto uguale a prima: ci sarai tu con il tuo fuoco, il tuo brillante punto di vista, la tua energia, il tuo eros potente.

E allora sarà più facile. La strada nuova all’inizio sarà un sentiero appena accennato che via via diventerà una strada sempre più larga e tu potrai respirare a pieni polmoni, dilatati e felici.

Roberta Bailo

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