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Quando la Donna Selvaggia si fa bosco oscuro

Capita di perdersi, di perdere la connessione con se stesse, di arrivare in luoghi che non riconosci più, che ti respingono e tutto diventa nemico e oscuro e non capisci più se ci sei, né dove sei finita.

Tutto quello che credevi di aver raggiunto è come perso, nascosto, come se addirittura appartenesse ad un’altra, che, all’improvviso, se ne è andata.

Capitano momenti come questo quando si è in cammino, soprattutto in un cammino di trasformazione, di donna selvaggia che, in ricerca, sta ritrovando se stessa.

La buia notte dell’anima, il bosco buio, la selva oscura, lo smarrimento e la paura di non ritrovarsi più. Di aver fatto passi e mutamenti e che ora sia tutto sparito. Non sei più quella non libera, ma neppure quella centrata, nuova. Ed è rabbia e smarrimento e ansia.

Capita soprattutto quando sei in un movimento di grandi e importanti passaggi di energia.

Soprattutto quando il movimento è forte e lo sradicamento da vecchie abitudini è grande.

Allora la donna selvaggia si nasconde e ha da essere cercata con altre modalità e forme. Come se le consuete non funzionassero più. Ha da essere cercata nel corpo, nel silenzio, nell’accettazione del deserto. Del resto i grandi cambiamenti hanno bisogno di tempi lenti e talvolta lunghe attese perché tutto possa armonizzarsi e assestarsi insieme, anche il corpo, anche lo spirito, anche i luoghi e le persone.

Può accadere che un luogo tanto amato diventi all’improvviso estraneo. Che quasi ti respinga o diventi gabbia. Se ti fermi un attimo a riflettere comprendi che è naturale: tu non sei più la stessa. Quella che eri abitava lì, oggi quella non c’è più, ha compiuto passi e scelte e cambiato pelle.

Quel luogo oggi ha da permearsi della tua energia, nuova. Non più la vecchia schiavitù: non entrarci più con la vecchia pelle e saluta quei legami che sono del passato. Può anche essere che tu non voglia più tornare lì, abbi il coraggio di dirtelo, non sprecare le energie nuove per restare ancorata ad una te che non ti appartiene più: adesso tu sei libera.

La donna selvaggia si è apparentemente nascosta perché non vuole più vivere situazioni che l’abbassano, situazioni che non le corrispondono.

Lei fa compiere i salti, lei potenzia, lei ha da traboccare, adesso.

Se è finita nel buio, attendi e muovi passi leggeri. Se lo senti pericoloso sappi che incontrerai lei, quella più vera e potente. Le cose vere e potenti spaventano, ma sono il sale della vita.

Raccogli il coraggio, attendi che una piccola luce si accenda, chiedi alleanza, raccogli le energie, attendi che ritornino con un sonno profondo, accettando che non è giornata, che forse accadrà domani, lascia fluire, e poi entra. Forse è stata sotterrata dalla rabbia, dalla delusione, dalla paura, dall’insoddisfazione. Lascia che si dicano.

Lasciale uscire tutte finché non avrai svuotato fino in fondo. Scrivile con tutta la loro forza.

Non aver paura, sono tuoi sentimenti, sono tuoi, di nessun altro, li puoi guardare, entrarci, per scoprire quali parole hanno, e liberarli dall’incatenarti.

Tra le nebbie si farà strada e lei, la donna selvaggia, potrà ricominciare a respirare.

Piano piano la potrai ritrovare e lei potrà ricominciare a pulsare e dirsi, raccontarsi, creare.

 

Un abbraccio.
Roberta

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