Sii voce fuori dal coro. Terzo esercizio in regalo per te di potenziamento

Sii voce fuori dal coro. Terzo esercizio in regalo per te di potenziamento

Di nuovo qua, non ho resistito al richiamo… troppi gli stimoli potenti che questo benedetto virus mi sta sollecitando… Però ti prometto che è l’ultimo, almeno intorno a lui.

Oggi un’altra mi riflessione “ad alta voce” e un altro esercizio di coaching in regalo…

Sii voce fuori dal coro con me: supera la paura che vada tutto bene. Sì, hai letto bene. Perchè ci si può anche abituare ad una situazione come questa, di limitazione dei movimenti, di precauzione, di timore… indotti e sposati.

Io continuo a vivere e tu? Sii voce fuori dal coro e continua a vivere.

Più forte in me la voglia di vivere e di non farmi deprimere da tutto quello che sta accadendo.

Focalizzarmi sulle notizie, quelle vere, quelle enfatizzate e pompate, andare in giro per vedere se veramente i supermercati sono svuotati, seguire le notizie sui social ironiche e non, vedere i video di chi ci sminuisce come popolo, di chi è affranto… Posso dire? Mi sono stufata.

Sono una voce fuori dal coro? Sì, lo sono sempre stata e ne sono fiera.

Vuoi essere voce fuori dal coro con me?

Mi puoi chiamare outsider, pecora nera, controcorrente. Ma io ho solo voglia di vivere. Di poter andare ad un concerto, al cinema, che riaprano le scuole, poter tenere i miei seminari di coaching dal vivo, vedere un’amica che viene dalla Toscana e andare a cena fuori.
Io so che non prenderò il coronavirus e se lo prenderò, guarirò.

Accade.
Sono più stanca di tutto quello che in pochi giorni ha creato intorno a sé, non tanto questo virus, ma ovviamente e come sempre il mondo intorno per come ha ragito ad esso. Simbolo evidente di come socialmente possiamo creare mostri e fantasmi. Di come si reagisce e si sta reagendo.
Perchè è questa l’energia pesante, pesantissima che si respira nell’aria. Aria intesa in senso vasto come atmosfera che ci circonda.

Chiudi la televisione, i social, vai a fare quello che più ami.

Disintossicati.
Adesso, subito, non nutrirti più di questa energia così bassa.

Ma perché abbiamo così bisogno di epidemie, di tragedie, di paura?

So che momenti come questi mettono un po’ alla prova. Abbiamo bisogni di questo noi umani? Di mettere alla prova il nostro potere per poterlo sentire?

Qui è il punto.

Scegliere da che parte stare…
Da che parte vuoi stare?

Della paura ritorta su se stessa, della rabbia sterile, del malcontento, oppure della gioia, della vita, del costruire?

Perché alla fine anche di questo si tratta.

Scegliere se permettere che tutto questo ci tiri giù e contribuisca a farti deprimere ancora di più (insieme al riscaldamento globale, alla crisi economica, ai terremoti o i ponti caduti….), o se invece ci aiuti a riscoprire chi siamo, le nostre energie autentiche e i nostri talenti.

Starci, ma con la nostra centratura.

Ieri, una mia cliente è stata molto chiara ed efficace, su questo.

Stavo per partorire il mio terzo figlio ed ero in crisi e spaventata. Avevo paura che qualcosa potesse non andare bene. E l’ostetrica che mi seguiva, mi disse: “perchè hai paura delle cose che vanno bene?”.

Sì ne abbiamo paura, abbiamo paura del nostro potere e di poter scoprire che la nostra vita può andare bene. Della fiducia, nella vita che è più forte. Di alalrgare lo sguardo, di posarlo sulla gratitudine e su quello di buono c’è. Non è l’impotenza che ci spaventa, ma il poter esercitare il nostro potere autentico.
Ecco perché appena arriva un virus ci sentiamo subito minacciati e trascinati.

Potere e impotenza vanno a braccetto.
Abbiamo anche bisogno di un fattore esterno che ci sollevi dalle ansie personali e dalle paure interne e di poterlo proiettare all’esterno, un simbolo esterno che ci possa sollevare un po’ da noi. Così da essere autorizzati a non pensare per un po’. Oppure che possa giustificare il nostro malessere pre esistente.

Il virus paventato ci autorizza così a poterci sentire depressi, spaventati, soli, impauriti. Perchè senza di lui non riusciamo a darci l’autorizzazione né dei sentimenti che proviamo, né del nostro potere.

Se invece ho contattato la mia impotenza naturale con serenità, potrò scoprire il mio reale e autentico potere, di scegliere ad esempio di non farmi travolgere dalla paura, ma di restare centrata nella realtà, mi fiderò del mio intuito e del mio sapere, del mio senso critico e delle mie forze sane.

Abbiamo paura di scegliere di stare dalla parte della vita che fluisce bene, piuttosto che da quella parte in cui c’è sempre un problema, una minaccia incombente, in cui andrà tutto storto e male. Perchè da una parte paradossalmente abbiamo l’illusione di poter mantenere il controllo.

Ci è più facile, per educazione ricevuta o cultura o chissà, lasciarci trasportare dal flusso del “pessimismo”. Le energie basse sono come calamite che ci attraggono e trascinano con loro.
Ci è più difficile tirarci su e scegliere di non assecondarle. Però si può fare.
Ci si può centrare e scegliere da che parte stare.

 

E tu da che parte vuoi stare?

Come puoi testimoniare la tua energia autentica in questo momento?

Quale sentimento non ti sei ancora data il permesso di vivere e che il virus potrebbe autorizzarti a sentire?

Quale potere non hai ancora manifestato di te e che vuoi tenere ancora in incubazione per un po’?

❣️ Anche oggi ti regalo un brevissimo esercizio, molto potenziante.

Se lo farai da una posizione di centratura. (Anche questo lo uso molto sia nelle sessioni individuali sia nei seminari di gruppo)

Prenditi i soliti dieci minuti.

Disegna per terra davanti a te due cerchi. (Puoi immaginare che ci siano, oppure disegnarli realmente magari dentro ad un foglio).
Un foglio rappresenta la paura e l’altro la fiducia. Uno le cose che andranno male. L’altro che andrà tutto bene. Uno tutto quello che tende a depotenziarti. L’altro il tuo potere personale.
Adesso mettiti davanti ai due fogli, centrata, senti il tronco eretto, le radici che affondano salde e sicure nella terra. Le spalle erette e respira permettendo all’aria di entrare e uscire con naturalezza. Lascia che ti nutra. Quando ti senti ben radicata, guarda i due cerchi/fogli davanti a te. Con calma fai un passo avanti e metti entrambi i piedi nel primo. Ascolta le sensazioni che vivi standoci dentro. Poi esci e riponiti al centro. Metti quindi i piedi nell’altro foglio. E di nuovo ascolta.
Infine, esci da entrambi.
Riguardali e questa volta scegli in quale cerchio vuoi stare da oggi. Rimettici i piedi e godi della tua scelta.
Il foglio dove hai scelto di non voler stare, scegli come usarlo. Lo vuoi bruciare? buttare via? Vedi tu.

Un abbraccio
Roberta

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