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#STORIES Sentieri di donna – Storia di Viola

Con oggi riprende la mia rubrica #Stories, interrotta durante l’estate…

Ho deciso di darle un titolo. E mi è arrivato “Sentieri di donna”, parafrasando il titolo di una famosa opera di Heidegger “Sentieri interrotti”, perché questo accade quando una donna va in crisi. Non trova più la strada. Come se il suo sentiero si fermasse, si fosse interrotto. Il mio aiuto è quello di farle trovare o ritrovare la strada. Spesso nuove strade vanno percorse prima di poter ritornare al sentiero originale. Altre nuove strade si aprono. Ma quando ci si blocca è come se si fosse persa, oppure è necessaria una sosta temporanea, per darsi il permesso anche di stare.

Oggi ti racconto la storia di Viola. Ovviamente, lo ricordo, sono storie liberamente ispiate a quelle reali della donne che si rivolgono a me. E non includo molti dettagli dello svologimento del percorso fatto insieme, perché ogni caso è a se stante e non riproducibile in toto. Ogni donna è unica e io vibro a seconda di chi ho davanti. Il mio coaching è anche creativo.

Viola è una bella ragazza, sensibile e attenta.

Incontra un uomo, gentile, simpatico e intelligente. E’ subito chimica. La loro storia inizia e va tutto bene i primi mesi. Risate, uscite, amore, passione, intimità.

Dopo qualche mese tuttavia il rapporto inizia ad incrinarsi. Quando la frequentazione scivola nel quotidiano ( o diventa più stretta?) lui iniziai a diventare sempre più critico e pretenzioso. Ogni piccolo dettaglio diventa fonte di offesa e denigrazione. Di colpo sembra che Viola non sappia più fare nulla di buono. Una volta è il cibo cotto male, una volta è un’uscita con gli amici non approvata.

Lei, inizia a vacillare. Ma resiste. Per anni, in un clima di insicurezza e di paura. Ogni sua reazione può farlo scatenare in urla, offese, insulti. L’uomo che ama le rimanda giorno dopo giorno un’immagine di lei inadeguata, sbagliata, incapace. E Viola inizia a crederci. Inziano i dubbi e lo svilimento. Più lei fa, più lui la attacca, per poi ritornare il giorno dopo con scuse e coccole. E lei, confusa e stordita, cade sempre di più nella rete. Padre padrone che la punisce e e poi la riaccoglie, bonario dio che decide quando come e perché.

Si lasciano, ma poi lei lo riaccoglie. La goccia per fortuna arriva. Ad un certo punto Viola riesce a lasciarlo, ma piena di sensi di colpa.

Quando arriva da me è sfibrata, sfinita e profondamente insicura.

Sa di aver prolungato una tortura oltre i limiti, per anni. Sa che ora è il tempo per lei di ricominciare, di ricostruire il suo femminile profondamente ferito. Nonostante vorrebbe capire il perché, ora non è il tempo per lei di capire e ancora capire. Prima il tempo della ricostruzione dell’anima.

Le ferite sanguinanti vanno accolte e lenite. Ci vuole sostegno di quel femminile ignorato, calpestato e misconosciuto. Poi sarà il tempo della comprensione. Perchè ho permesso che mi trattasse in questo modo? Perchè sono così insicura? Dove si è agganciato in me?

Domande legittime e forti che troveranno le loro risposte. Ora ci vuole amore. Per il proprio femminile ferito. Viola ha iniziato spontaneamente a parlare con se stessa, anche a voce alta. Le do dei compiti, un regalo al femminile di tempo per sé, iniziare a parlare con questa altra che le fa compagnia, la sua lei saggia, che sembra sapere. Le dà un nome e inizia a tessere una relazione con quella saggia “altra” che la sta accompagnando in questo processo di guarigione.

Il nostro cammino è iniziato. Io accompagnerò Viola a guarire la memoria, a scoprire quella donna che so abita in lei, a trovare quella forza che le sembra non cia sia, a tirare fuori la Sua Voce. A trovare dove si è interrotto il sentiero di se stessa. Un percorso di amore verso di sé, perché possa incontrare un uomo vero, se vorrà, un giorno.

Un abbraccio.
Roberta

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