W le Giornate vagabonde

W le Giornate vagabonde

L’anno nuovo tanto desiderato o meno è comunque iniziato. I primi giorni.
Che energia c’è in te? Come si sta muovendo?
Siamo tutte diverse e ognuna ha il suo modo di vivere il cambiamento (come in generale in una chiusura di un’esperienza importante, quando finisce un anno, quando finisce un amore, un lavoro): rivedi quello che è successo, vedi le cose belle, salti di botto, senza pensarci più, ti manca il passato, recrimini e rimpiangi quello che avrebbe potuto essere… attendi che qualcosa cada dal cielo, non ti godi quello che hai vissuto, non pensi che qualcosa potrà cambiare…
oppure entri in quello stato vagabondo in cui una parte di te è andata in vacanza e l’altra vaga.

In questi giorni io mi sento in un momento un po’ sospeso, in fase di rodaggio, e ho deciso di lasciare che sia proprio come è. Sto in quello che c’è, da brava coach gestaltica che sono.

Nessun programma attivo, nessun progetto concreto, solo il bisogno di staccare. Sento che è la mia fase di latenza. Dal passaggio potente del 31 ora vago un po’ incerta nel – da dove inizio?
Accade sempre così.

In ogni cambiamento attraversiamo questa fase. Fase vagabonda, l’ho chiamata. La famosa terra di mezzo. Il vuoto fertile… di cui ho già scritto più volte.
In cui non sappiamo bene più chi siamo e dove vogliamo andare. Prima eravamo così certe di quello che avremmo voluto, dettaglio dopo dettaglio e dopo sembra che siamo entrate nella nebbia, non si vedono le strade, tutte possibili, ma nessuna certa. Capita, in questa fase, di avere la sensazione di fare dei passi indietro, di essere tornate a vecchi meccanismi che credevamo morti e dimenticati. Ma succede.

Potrei iniziare da qua, oppure no, potrei fare quello per primo. Ecco hai visto sono la solita che non sa decidere…

Ci vuole un piano di azione, sì, ma prima ci vuole questo tempo di latenza, un po’ sospeso. Un tempo di aggiustamento, come quando inizi la nuova agenda dell’anno. All’inizio sembra così estranea!
I primi giorni di un anno nuovo sono così. Potrebbe essere anche il primo mese, chissà come si muove l’energia…
Come sospesi tra il prima e il dopo. Quel momento più o meno lungo in cui senti che stai per entrare nel nuovo ma il vecchio ti chiama ancora un po’.
Non hai ancora lasciato del tutto quello che c’era e non hai ancora creato concretamente il nuovo.

Sono giornate ancora sospese. Per vagare e lasciarti trasportare dal vagabondare senza sforzo e dovere. Il periodo più bello, se riesci a darti il permesso totale di viverlo.
Lasciati guidare dai sensi, da quello che ami, dai desideri appunto.
E se fossero loro a diventare il timone della tua vita? E se questo periodo sospeso diventasse il tuo anno? Chissà…

E allora il mio invito è di viverti così, di lasciarti accadere, per quanto puoi, ovviamente.

I momenti in cui ci diamo il permesso di lasciarci accadere sono i più fecondi.

Poi arriveranno i passi concreti, poi le strategie di coaching per migliorare la tua vita, poi arriveranno riflessioni su di sé, ascolto mirato, consapevolezza delle emozioni…

ora, lasciati accadere ed esplorare. Molla il controllo, lascia che sia il tuo fiume sotterraneo a guidarti senza troppo pensare e decidere… finché questa energia ha bisogno di viversi. Anche se dentro di te continua la tua voce che ti dice che non puoi perché avevi programmato chissà quanti propositi e desideri da realizzare… chissà quanti: faccio questo, mezz’ora di meditazione al giorno, dieci minuti di esercizi, leggo quel libro, chiamo quella persona, pago subito quel debito, mi iscrivo a quel corso…
Dille che lo farai tra un po’…

Buone giornate vagabonde!

Un abbraccio
Roberta

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