Ama ciò che fai e fai ciò che ami

Siamo ancora un po’ nel clima estivo e con un piede che è già nella ripresa e nell’autunno: una sorta di limbo che a me tiene un po’ ferma.

È un lento rientrare, il mio, quest’anno me lo sono concessa.
I permessi che mi sto dando sono veramente tanti e in progressione.

Ama ciò che fai e fai ciò che ami.

Resta ancora questo clima, di non fare, di rimanere un po’ in attesa.

Sono partita senza aspettative, un po’ annoiata (sempre negli stessi posti…), molto stanca e con un grande senso di colpa.
“Lui” è stato lì con me per i primi giorni, come un muro che non aveva più parole, ma era solo un blocco, inevitabile.

Ad un certo punto, compreso che non potevo farci nulla, ci sono stata. Mi sono detta: sono in vacanza con questo senso di colpa.

Con lui ho iniziato a camminare, a leggere, a vivere le giornate.
Con lui mi sono data dei permessi di osare, ho sbagliato strade, ho osato rifugi nuovi senza sapere come fossero, sono rimasta bloccata con un mal di schiena che non mi faceva neanche muovere le gambe, (il corpo che parla…), sono stata anche con persone di cui non mi importava nulla, ho oziato.

Ogni giorno, andavo. Con i miei tempi, fregandomene. Se era tardi, se non avevo le idee chiare sul dove, se non avevo da mangiare.
Non avevo deciso nulla prima di partire: i giorni si sono rivelati a me e con loro il senso di colpa piano piano si è sciolto.

Lo avranno trasformato i monti, il cammino impervio, le cascate, i boschi con i loro doni. O la mia energia differente, che aveva scelto di rompere degli schemi di abitudine, che aveva scelto di fluire e di seguirsi ad un altro livello.

Non lo so. O forse so bene. Mi sono data il permesso di vivere anche con lui. Non mi ha bloccata nel vittimismo (che donna egoista che sono…). Mi sono presa la responsabilità. E questo ha cambiato anche la realtà esterna.

Così, quei luoghi di cui ero un po’ ormai stufa si sono rivelati a me differenti ancora una volta, sono entrata in dialogo e soprattutto ho compreso che mi sono lasciata donare da loro.

Sono tornata diversa. E custodisco questa nuova energia, come un tesoro sacro.

Se le guardo oggi, sono state vacanze in cui non ho controllato, non ho diretto la realtà, ho lasciato che arrivasse quello che aveva da arrivare.

È tanto ciò che mi porto via da una vacanza breve e semplice, con me, anche i miei legni e i doni della natura: foglie, rametti, qualche fiore. Simboli. Li ho assorbiti.

Tantissime le parole che mi sono arrivate nei giorni, nel camminare, e che ho lasciato fluire, nessun articolo, nessuno sforzo, sapevo che poi avrei rielaborato.
E così è.
Ho vissuto rituali spontanei, senza sforzo e senza dover trovare chissà che risposte o scoperte.

Ho scoperto e fatto esperienza, che:
– Posso sbagliare e dipende da come mi pongo io verso il mio sbaglio, se gli altri se ne accorgono o no
– Posso anche stare in situazioni che non mi allettano e non muore nessuno (qualche ora si può anche perdere…)
– Posso anche non piacere e non dare spiegazioni del mio comportamento ( se non mi sei particolarmente simpatico, non mi devo sforzare di stare con te: il tempo è mio)
– Posso scegliere i miei tempi e i miei ritmi e osservarli per come arrivano, tutto va a posto lo stesso
– Posso tenere il filo dei legami anche scegliendo me stessa

Raccontami delle tue vacanze, adesso.
Nuove scoperte?
Pesi lasciati andare o ritrovati al ritorno?
Scoperte nuove parti di te?
Nuovi progetti? Nuova energia?

 

 

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