Anche tu puoi essere ricco

In genere con il libri mi succedono diverse cose: o un testo che ho scelto mi entusiasma fin dall’inizio e lo leggo fino in fondo con passione, oppure fatico fin dall’inizio e ad un certo punto lo mollo, oppure ancora mi cattura l’inizio, vado avanti ma poi crolla il fascino a metà, o ancora supero il blocco della metà e lo finisco…

Con questo libro di “Robert A. Russell Anche tu puoi essere ricco. La legge della prosperità” (Gribaudi Editore, Mi, 2012) mi è successa una cosa mista. Ho iniziato a leggerlo incuriosita, sono andata avanti gasata, mi sono spenta dopo un po’ perché troppo ripetitivo, l’ho mollato del tutto verso la metà, quando i riferimenti al cristianesimo erano a mio avviso troppo esosi e persino fastidiosi, per poi ripensarci e finirlo, cercando di prendere del buono da tutto l’insieme.

E’ un libro che non saprei se consigliare o meno. A chi pensa di poterlo leggere come bevendo da un bicchiere senza chiedersi neppure che cosa si sta bevendo non lo suggerirei assolutamente, fa un lavaggio del cervello all’americana un po’ superficiale. Mi dispiace, ma io non ho ancora ben digerito la Legge d’attrazione…

A chi invece ha intenzione di riflettere e prendere solo quello che gli può servire, allora posso consigliare di leggerlo. La lettura va sfrondata da ridondanze, eccessivo pathos americano, eccessivi riferimenti al cristianesimo (che anche se validi, dopo un po’ comunque stufano) e va letto con la testa e con un sano senso critico. Una volta messo in atto tutto questo, le idee buone ci sono.

Allora iniziamo seriamente. “Io sono la prosperità“: questa l’idea di fondo dell’intero libro, per scrollarsi di dosso le catene della limitazione e della povertà. L’assunto di base infatti è valido e suona così: dipende tutto da come ci pensiamo, da quello che pensiamo di noi stessi, se ci pensiamo sfortunati, poveri, destinati alla povertà, se pensiamo che mai a noi capiterà la fortuna, che mai riusciremo a sollevarci da bollette e frustrazioni, ecco allora che tutto questo accadrà. Se invece mutiamo prospettiva e iniziamo ad inserire meditazioni su un nuovo modo di viverci, facendo diventare il nostro modo di essere tutt’uno con pensieri di prosperità e fiducia, tutto il non- sparirà lentamente.

Di solito la preoccupazione ha inizio in qualche piccola ansietà della mente e diventa basilare o abituale attraverso la ripetizione. Ripetiamo la stessa preoccupazione giorno dopo giorno finché non diventa un’abitudine, ovvero un’espressione automatica della nostra vita. (…) il canale si allarga man mano che il pensiero è ripetuto e diventa più profondo e più ampio…finchè l’abitudine tende a dominare tutti i nostri pensieri, le azioni e il carattere.

La parola è creativa. Non diamo allora nessun potere all’insuccesso, alla procrastinazione, al dubbio, alla delusione, alla disperazione…ma addestriamo la mente a pensare in termini di abbondanza e così l’abbondanza arriverà in ogni settore della vita. Ecologia del linguaggio interiore con se stessi e di conseguenza con il resto del mondo.

“Facciamo più cose per tenere lontana da noi la prosperità di ciò che facciamo per attirarla a noi”: vale la pena di riflettere su questo. Leggiamo allora questo libro, sfrondiamolo da tutti i fronzoli e prendiamo il saggio che c’è.

 

Roberta Bailo

Se vuoi un aiuto per mettere in atto i suggerimenti di questo libro, mi puoi contattare per un colloquio scrivendomi qua 

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