Chissà cos’è l’amore…

Chissà cos’è l’amore…

Abituata ad essere amata, sì, ma poco. Dovresti essere già grata così. Per le ore, il desiderio, la durata nel tempo. Non lo sai neppure se sia poco o meno.

Hai creduto e credi che questo sia la normalità.

Credi che alcune offese e disattenzioni, le dimenticanze o le risposte storte, siano normali.

Perché è già tanto che lui ci sia, che ti abbia scelta e che ti desideri.

Se solo ogni tanto, se solo quando ha il tempo, se solo in mezzo ai suoi mille impegni.. ormai ti sei abituata, alla fine pur di non perderlo, hai imparato a silenziare e ad abituarti ad essere un po’ triste le volte in cui ti ha detto di no, perché c’era qualcosa di più importante. Sei donna matura, del resto.
Ti sei familiarizzata con quello stato d’animo, perché non puoi pretendere.

Anche se a parole non lo ammetteresti mai, e ad un’amica diresti che assolutamente dovrebbe pretendere e farsi sentire, osare rischiare… e che se un uomo non ti mette al primo posto non va bene, che lei merita di meglio e merita di essere vista per il grande valore che è… per te sembra valere tutt’altro.

Non sai neppure perché, ma per te è cosa diversa.

Ti hanno insegnato che era così.

Che dovevi essere già contenta di quello che facevano per te.

Ti sei accomodata, a gestirti insoddisfazioni e desideri per conto tuo, a cercare di non essere troppo pretenziosa, come se stare con te non fosse indispensabile e bellissimo.

Ad essere modesta, umile, comprensiva, a capire sempre le esigenze e bisogni dell’altro, per non farlo sentire soffocato e pressato.

Ancora, come se a stare con te ti facesse un piacere sotto sotto.

Come se tu non fossi indispensabile.

Da un eccesso all’altro: o tutta protesa verso l’altro, come se non potesse vivere senza di te, come se potessi “salvare” le vite; oppure per nulla indispensabile. Come se in amore si potesse fare a meno di te, del tuo sorriso, del tuo entusiasmo e del tuo calore.
Spaventata di poter essere scelta tutta fino in fondo. Tu per prima, finalmente.

Vista nella tua unicità e bellezza irripetibile.

Amata proprio perché sei tu e di te non c’è altra donna al mondo.

Per il tuo modo di sorridere di lato, di fare movimenti strani con il sopracciglio quando sei emozionata, per il colore dei tuoi occhi quando vibri, per il tuo modo unico di camminare, a tratti un po’ goffo o infantile, perché a volte sei una frana totale, perché ancora…

Sappiamo e sai che questa è storia antica, di quando tua madre o tuo padre ti hanno fatto credere che fosse tutto normale e sentire diversa e non giusta perché a te suonava strano, perché non riuscivi ad accettarlo, ma dovevi per forza adattarti, pena la perdita del loto affetto e della loro stima.

Oggi puoi esserne consapevole, che la radice è laggiù, diventare genitore di te stessa e chiederti.

Che cosa vuoi per te stessa?
Quale amore stai cercando?
Ti senti amata così?

Potrebbe essere che ti risponderai di sì, perché ormai sei cambiata e non stai più cercando di colmare quei vuoti del passato, o di guarire in modo spasmodico le tue ferite. Hai compiuto dei passi di autonomia e non hai più così bisogno di conferme.
Ma può essere anche che, proprio perché ormai sei consapevole, tu voglia un amore a tutto tondo, dove sentire che sei indispensabile per lui.

Da ciò conseguono delle scelte di relazione, una messa in ordine nelle priorità che questa volta parta da te e non da lui. Fai il famoso passo indietro e chiediti: che cosa voglio, come mi voglio sentire, mi basta?
Hai il diritto di essere la regina del tuo amore. Una regina rispettata, desiderata, cercata e voluta. Perché l’amore crea e allarga la vita. Non conduce a farsi piccole, a stare in ombra, a ingoiare insoddisfazione. Questo è l’amore.

Un abbraccio
Roberta

 

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