Come l’acqua

Smettere di soffrire significa separarsi. Dalla persona, situazione, relazione. Lasciar andare e con questo atto profondo, lasciar andare anche il dramma, quei sentimenti di dramma e di colpa che alimentano la sofferenza.

Riprendersi così l’amore che si è consegnato, fatiche e drammi compresi. Riprenderseli e smettere di alimentarli.

Fare tutta la fatica di riprenderselo, tenerlo stretto quell’amore, amarlo ancora per un po’ e poi inserirlo nel cuore, insieme agli altri amori. Insieme ai ricordi, ai desideri, alle sofferenze e alle speranze.

Accettare che non poteva essere di più.

Accettare la sua morte nella relazione. E riprendersi la propria parte che non si nutre più della relazione, ma vive da sola ora.

Ritirarsi nella solitudine e curare le ferite.

Far cadere il desiderio che poteva essere. Il desiderio che possa ancora.

Scegliere il proprio cuore e scegliere che esso torni a casa.

Riprenderlo dalla casa comune e portarlo via.

Stare ancora per un po’ con lui, accarezzarlo, piangerlo, per far sì che le lacrime lo leniscano.

E mandare il respiro profondo.

Sapere che anche tutto questo passerà con la consapevolezza assurda e lacerante che anche questo farà il suo tempo. Che i drammi si possono lasciar andare.

Che è la vita che lo chiede.

Perché tu sei vita e amore.

Gira la ruota. E tu hai da girare, non fermarti lì.

Accettare di aprire la mano, di lasciar cadere.

E scegliere di vivere e di rivivere.

E di rivivere ancora e di amare ancora.

Anche se fa male, anche se non sai come fare, anche se il coltello preme ancora.

Togli il coltello consegnalo a chi lo ha piantato. Metti le mani sulla ferita. E stacci per tanto tanto tanto tempo. Manda luce e amore.

Non permettere che l’odio ti faccia male. Consegna alle stelle il tuo dolore e il tuo rimpianto.

Perdonati. Per tutto quello che non hai saputo dire. Per quello che non hai detto e avresti potuto dire o essere diversamente. Perdonati perché non sei stata vista. Perdonati per il non.

Accetta che l’altro sia per come è.

Riprenditi tutto quell’amore che è caduto nel vuoto, che ha sbagliato mira, che è stato calciato indietro e rimbalzato. Riprenditi il tuo cuore.
Anche se ancora una volta hai lasciato aperta una ferritoia.
Quella potrà continuare ad essere aperta, per ricevere gioia e lasciar uscire i drammi e i legami asfittici.

Un abbraccio
Roberta

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