E se di colpo perdessimo la parola?

E se di colpo perdessimo la parola?

Ci sono parole, e parole, ci sono domande, e domande, ci sono parole pietre e parole torrenti, ci sono domande chiodo e domande caverna, ci sono parole e domande trasformative.

Ci sono discorsi che smuovono le viscere. Creano e diventano esperienze. Hanno potere e trasformano, fanno luce.

Immagina un mondo in cui all’improvviso tutti perdessero l’uso delle parole, all’improvviso tutti afoni, senza voce, costretti a reinventare un nuovo modo di comunicare, teso ad osservare i gesti, annusare gli odori, ascoltare  i sibili e i mugolii, a toccarsi per catturare l’attenzione…

Le parole sono importanti. Creano, distruggono, allontanano, avvicinano.

Le parole che noi diciamo possono sedurre, ammaliare, creare distanze o avvicinare, possono essere urlate, o dette sottovoce.

La stessa parola a seconda di come viene detta può mutare significato ed effetto, sia in chi la dice sia in chi la riceve. Come la dici? Prova a dire la stessa parola da arrabbiato, da triste, con poca voce, con voce sottile, con voce calda, con voce sommessa. Noti come cambia? Senti la magia?

Quante volte vorremmo non ascoltare parole che ci vengono vomitate addosso?

Quante volte vorremmo dire, ma le parole giuste non escono…

E quante parole diciamo a noi stessi quando siamo da soli o prima di parlare…

Il pensiero vola, le parole escono, fuggono, arrivano ancor prima che noi lo scegliamo, prima di noi a volte.

Le parole possono creare ordine o ancora possono creare scompiglio, cambiare, generare caos.

Anche la non parola, del resto, dice molto.

Certe parole poi celano e diventano domande. Domande che possiamo rivolgere a noi stessi o diventare un tramite per incontrare l’altro. Chiedersi come voglio incontrare l’altra persona, che cosa voglio con le mie parole-domande raggiungere ed ottenere con quello che sto per dire…

Le parole possono arrivare da molte parti di noi. Arrivano dalla testa, dalle parole che ci sono state dette, dalle parole che abbiamo letto o ascoltato. Ci sono poi le parole che che arrivano da altro. Penso alle parole della pancia, quelle che sembrano arrivare da un non-si-sa-dove, da un altro luogo di noi, in cui noi siamo più intimi a autentici. Lì ci sono le domande aggiustate, le domande che fanno fare passi avanti, che trasformano e lì abitano le nostre poche essenziali parole che dicono noi, arrivano dal caos primordiale, in cui tutto è in fieri. E ci trasformano.

Infine, le parole fanno la loro strada. Partono dalla pancia e passo dopo passo arrivano alla testa, si integrano e allora è luce, è parola trasformativa, è quella parola luce che dice tutto, in un attimo e per sempre.

 

 

Roberta Bailo

E tu quali parole hai? quali le tue parole che creano ordine e quali ti portano scompiglio? Contattami scrivendomi qua 

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