Il dietro le quinte del femminile: non vergognarti di te – le donne che ho incontrato

Non vergognarti di avere paura, o dei tuoi bisogni.

Ho incontrato nella mia ormai lunga storia di coach, e counselor prima, molte moltissime donne, con le quali ho condiviso un pezzo di strada, a volte solo per pochi incontri di un seminario di gruppo, a volte per percorsi di coaching individuale anche durato un tempo lungo.

Ognuna diversa e ognuna con il bisogno di guida e accompagnamento in modi differenti.

Ho conosciuto così una parte di mondo femminile pazzesco.

Inconsapevole di esserlo ovviamente, per lo più. O per lo meno incagliato. Intimidite da un mondo che chiede performance e che tira da ogni parte, sofferenti per le aspettative, spesso smarrite e perse nella ricerca del proprio posto nel mondo, della propria casa. Attente ad essere perfette e nella disperata ricerca di perfezione, misconosciute anche a se stesse. Con il cuore spesso fatto a pezzi da sguardi sfuggenti, da parole dure, da convinzioni limitanti e soffocanti.

Il femminile ancora oggi fatica a vivere, in un mondo che ancora tende a metterci in secondo piano, che ci vorrebbe silenti, accondiscendenti, nascoste e omologate.

Da me spesso è giunta chi è stanca e ha già provato di tutto. Percorsi olistici di ogni tipo, che tuttavia non hanno aiutato a radicare o a risolvere. O chi non sa dove girarsi.

O ancora, chi è rimasta colpita dal mio essere wild, come se l’offerta del mondo di fuori, in termini di aiuto, talvota offrisse delle ricette preconfezionate e poco adatte ai reali bisogni del femminile.
Wild piace nel momento in cui sa di libertà e di controcorrente. C’è fame di questo oggi. Di quel richiamo ad un’autenticità che è sinonimo di leggerezza.

Non dico di avere tutte le soluzioni (anzi, di soluzioni non ne propongo proprio mai), ma di conoscere l’anima umana e da un po’ di anni a questa parte di aver scoperto il grande potere di quella femminile, che ha caratteristiche proprie, che se non viste e riconosciute, rischiano di rimanere silenti per sempre.

Da me sono arrivate donne che dopo una lunga relazione si sono ritrovate sole e spente, che non sapevano da che parte iniziare a ricostruire le loro vite, ma che scicuramente volevano farlo; chi continuava a portarsi dentro di sé la sensazione di non valere mai abbastanza, nonostante anni di terapia persino; chi nonostante i successi esterni, aveva perso l’anima e la voglia di vivere; chi cercava la forza per scegliere finalmente il lavoro dei suoi sogni; chi voleva separarsi ma era dilaniata dai sensi di colpa; chi lo aveva fatto ma sembrava non riuscire ad andare avanti, o comunque era rimasta ferma, come se una calamita la riportasse indietro ogni volta in cui faceva un passo oltre.

Ancora, donne che non riuscivano a scegliere se stesse e preferivano accontentarsi, paralizzate dalla paura di perdere affetti; come donne che perse se stesse passo dopo passo hanno ritrovato quella gioia di vivere che legami e sensi di colpa avevano soffocato; donne che avevano bisogno di ricentrarsi, in un momento di profonda crisi.

Il mio lavoro va avanti e non smetterò mai nel tentativo di portare respiro a vite che spesso ci complichiamo da sole e che nonostante ogni sforzo non riusciamo a far espandere.

So bene quanto ciò sia difficile, soprattutto, da un certo punto di vista, proprio per noi donne che secoli di nascondimento hanno relegato nel ruolo di crocerossine, di votate al sacrificio, di timorose a farsi avanti, a dire la propria, a dire no a certi ricatti nelle relazioni.

Come ho più volte scritto e detto, non si tratta di diventare all’opposto guerriere arrabbiate che dietro la rabbia nascondono frustrazione, dolore, paura e solitudine, ma di trovare un equilibrio possibile nella molteplicità e nella fatica reale del vivere.

Ma cerchiamo di complicarci la vita un po meno!

Come?

Scrollandoci di dosso tutti quei devo di cui siamo state nutrite per secoli, di quei pensieri ingabbianti, di quella così poca libertà dove l’aria non entra da nessuna parte, tanto siamo nutrite e imbottite di sensi di colpa, di paure di non farcela, di giudizi su di noi di non andare mai bene.

La vita è più semplice e puoi farcela sempre a trovare quel punto di vista differente.

A volte la realtà può aiutare, molto di più di tutti i nostri cari fantasmi e cari drammi da vittime sacrificali che sposiamo.

Un grande abbraccio
Roberta

Sulla scia di quanto scritto, oggi ti consiglio in particolare

il mio webinar “Disobbedienza selvaggia“:

un buon primo passo per iniziare a scegliere leggerezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *