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L’adolescenza è un tesoro immenso da svelare e riscoprire

Di suggerimenti per la bambina che sei stata ne troviamo spesso molti, tanto che l’invito sovente è quello di andare a riprendersi la bambina che siamo state, prenderla per mano, e farle oggi da genitore. Come se tutti i nostri problemi avessero origine laggiù. Questo è sì profondamente vero, ma tralasciamo un particolare non meno importante: l’adolescente che siamo state.

Nell’adolescenza c’è tutto in realtà: l’infanzia fresca e il mondo adulto sfiorato.

E che cosa poi mai sarà questa fase della vita? Che in realtà si protrae per l’esistenza tutta…

Non ci portiamo forse con noi le domande sul senso, il bisogno di essere amate, la percezione di chi siamo e vogliamo fare nel mondo, lo slancio per cambiarlo, il desiderio di grandi imprese (spero ancora oggi…) e l’amarezza di vedere i confini, il non si può, la ricerca di chi condivida con noi valori e desideri… lo sgomento del cambiamento… la ricerca di soluzioni e di star bene in questo mondo…

Nell’adolescenza c’è tutto e in essa tantissima ricchezza. Spesso si dice che poi per diventare adulti bisogna lasciarla… che enorme peccato!

Oggi faccio outing.

Non mi sono quasi mai trovata bene a scuola, mi sentivo spesso diversa e per questo inadeguata. Vedevo la mia diversità come qualcosa da modificare, cancellare. Pur non sentendomi come gli altri ho cercato di essere come loro, come i vincenti, almeno come quelli che a me sembravano tali.

Brava bambina, troppo brava: dilaniata tra come mi volevano i miei genitori, quello che si aspettavano i professori o maestre, e infine il mio gruppo classe, chi mi sembrava essere da imitare.

A distanza di anni vedo come è stato il mio sviluppo di vita, come soprattutto la sensazione di inadeguatezza abbia guidato per anni e anni la visione di me e i miei progetti.

Ero unicamente focalizzata su quello che gli altri di me rimandavano che non andava bene.
Troppo di qui, non abbastanza di lì, magari se io fossi come, così non vado bene.

Lo sguardo era sempre posato sull’altro e il suo giudizio/valutazione: mia madre che mi voleva in un certo modo, i professori in un altro, i compagni l’opposto. L’eterno dilaniarsi tra gli dei madre e padre e il profondo desiderio di stare nel mondo. Dove potesse viversi sete di conoscenza, di libertà, di godimento e di amore.

Tutto questo ha finito per creare un corto circuito inevitabile e ho impiegato anni per comprendere che ero totalmente spostata sugli altri e la loro valutazione, cercavo di accontentare tutti, il mio focus era solo su ciò che non andava e non era ovviamente mai mai mai abbastanza.

Risultato: non vedevo il positivo di me e delle mie capacità, non vedevo chi mi voleva veramente bene, a chi piacevo, mi auto isolavo nel disperato tentativo di poter continuare ad essere la brava bambina socialmente accettata. So bene che alcune erano caratteristiche tipiche dell’adolescenza, tuttavia ne vedo la radice e alcuni spunti per la crescita in generale.

Oggi vedo e comprendo, oggi ho chiaramente individuato alcune regole d’oro che la mia esperienza adolescenziale mi ha permesso poi di apprendere e che condivido con te.
Perché nell’adolescenza un immenso tesoro di comprensione di te e di libertà, tutta da scoprire.

Adesso mi sembrano persino banali e scontate, ma so quanto invece non sia per nulla facile neanche alle adulte che siamo oggi mantenerle e con esse guardare il nostro mondo.

  • non puoi accontentare tutti.
  • sposta l’attenzione e lo sguardo da quello che non va a ciò che funziona: allargalo.
  • scegli te stessa e non quello che gli altri si aspettano da te, anche se volesse dire troncare rapporti
  • scegli la tua diversità, seleziona chi ti piace per sceglierlo come amico o modello
  • accetta gli errori

Questi per oggi, ma ce ne sarebbero molti altri.

Una perla preziosa per tutte, da tenere stretta: la ribellione e l’anelito alla libertà.

E tu che adolescente sei stata?

Racconta…

Un grande abbraccio
Roberta

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