L’insicurezza racchiude segreti

L’insicurezza racchiude segreti

Fa franare la terra sotto i piedi, ad ogni passo. Non feconda, come se stessi camminando su un terreno argilloso. Non cementa e ogni volta bisogna ricominciare da capo. Non ti fa mettere radici.

Ha parole di non lo so, mi sento persa, forse, magari, può essere.
Non sono sicura, e se poi sbaglio?
É come se fosse un ceppo di un grande albero che ti sbarra la strada, qualsiasi via tu voglia percorrere. Il passo è fermo, incerto, vacillante.

Quando appare mi mette mille dubbi, mi fa sentire smarrita, come se non ci fosse più paesaggio dentro e davanti a me. Tutto vacilla, ed io sparisco, in un’attesa dell’altro che mi dica, faccia, guidi.
Non so, su tutto.
Divento piccola.
Quella bambina spaventata che non sa.
Che attende con gli occhi sgranati che gli altri le dicano come e cosa.
Prendila per mano.

Donne insicure, diverse e sbagliate.
Ma, c’è un ma, ci sono molti ma.

A te che ti senti così.
A te che non hai ancora contattato quel solido luogo dentro di te dove ci sei tu, dove è tutto chiaro e nitido, dove tu sai che cosa vuoi e dove vuoi andare e sai persino come raggiungerlo.

A te, chiedo: a che cosa ti serve l’insicurezza che tutto permea?
Che cosa vuoi così nascondere di te, del tuo potere e della tua luce?

Abbiamo appreso ad essere insicure, selezionando alcune sconfitte, dando un eccessivo potere a chi le metteva in evidenza, a chi le nutriva. E lo abbiamo sposato.
In nome dell’affetto, di una distruttiva umiltà.

Insicure, per abitudine.
Insicure di nascosto, ammantate di quel vacillare per non sposare la nostra numinosità.
Per paura della gioia vera, dell’essere veramente scelte, dello stringere tra le mani la tua vera natura possente.

Così, per paura di perdere un amore a metà, non muovi il tuo passo deciso.
Così, per paura di godere di un lavoro che ti riempie di gioia e passione, ti nascondi dietro un lavoro parco di soddisfazioni, dove le tue scintille non possono brillare.

Così, per amore del quieto vivere, non tiri fuori la tua energia, la tua voce.

Non dico che non ti senta insicura, non dico che anche lei non vada bene, dico che va accolta, conosciuta e interrogata per quello che lei vuole nascondere, va guardata negli occhi e conosciuta.

Veramente non sai che cosa dire, scrivere, agire?
Veramente non hai le idee chiare su che cosa vuoi?

Troviamola insieme questa strada, attraverso l’ascolto di lei, dei suo modi, di come agisce, di quali pensieri produce, quali movimenti e blocchi, quali segreti cela.
L’insicurezza ti permette di non perdere nulla, ma non apre neppure alla possibilità di riuscire, di gioire, di godere, di Essere nella tua pelle, presente e lucida padrona. Non ti fa accendere le tue luci.

Guarda il suo colore, le sue sfumature, nella concretezza del quotidiano, da quando scegli che cosa mangiare, dove andare, quale abito indossare, quanto è presente, in ogni scelta.

Che parole usa?
Come ti seduce?
Come ti fa sentire?

Raccontami la tua, conosciamola insieme.
Un abbraccio
Roberta

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