Nella terra di me

Nella terra di me

Sono giunta nella terra di me, dopo aver trovato i miei sentieri interrotti.

Li ho visti, ripassati, guardati da lontano. Sono andati ormai.
E’ tempo di lasciarli andare, al passato, al quale appartengono.

Ho girato e rigirato senza sosta per ritrovare le strade perdute. Ma il percorso si è cancellato. Non appartiene più a questa terra. E’ di un altro tempo. Non voglio più tornare indietro.

Ora sono qua. Ora, ferma nella mia radura. Dopo aver cercato, smosso terreni, rivisto percorsi, e con un solo obiettivo sempre accanto a me: che cambiasse qualcosa.

Alla fine… sta accadendo. Sto cambiando. Ci sono dentro. Con tutto il corpo.
Ora vedo: non mi ero mai trovata.

Chi ero quella di prima? Con addosso tutte le paure di non andare bene, di non essere amata, di perdere perdere e sprofondare nel buio?

Non so più chi sono.
La vedo ancora la vecchia me, ma è come se un velo si fosse tolto. Profondo, spesso e non mi riconosco più. La nebbia si sta diradando. Quella che mi teneva agganciata a vecchi funzionamenti e schemi.
Era una me affannata, spaventata e insicura. Cercava di fare la donna forte, di seguire e scrutare gli altri, come faceva da bambina. Senza poi riuscire a tenere tutto insieme. Voleva salvare tutti e tutto, per non riuscire alla fine a salvare neanche se stessa.

La magia è avvenuta.

Caduti i veli, i condizionamenti, ho lasciato andare madri e padri. Simbolici, fantasmatici, reali.

Non vivo più la vita come figlia. Figlia del mondo.

Sto per vivere la vita come me. Ora figlia di me.
Individuata. Indivisa. Io. Tutta intera.

Sono nella terra di me. Null’altro che me.

Ancora smarrita. Ma dicono che per trovarsi ci si debba perdere…

È tutto autenticamente nuovo, autenticamente e carnalmente diverso.

Ho una me da costruire e da scoprire. Con tutto il coraggio necessario per non nascondermi più dietro bisogni da figlia.

Quei bisogni mi facevano vedere una realtà falsata, perché vista con quegli occhi e quel cuore di bambina spaventata e timorosa.

Adesso non so neppure più che cosa penso, di e del mondo; non so più che cosa voglio e chi voglio.

Sono nella terra di passaggio in cui so che ci sono io, ma questo sentiero di me è ancora da svelarsi.

Osservo gli altri. Come vivono, le parole che usano, i sentimenti che provano.

Come si muovono nel mondo. Le scelte che compiono. Ascolto quello che fanno vibrare in me. Non reagisco più contro. L’altro oggi lo metto a distanza. Non per paura. Per necessità di individuazione. Tornerà dopo. Adesso ci sono io sola in questa terra. Gli altri sullo sfondo. Mi do questo permesso.

Forte la tentazione di ritornare nell’angolino. Ma è un angolino che ormai mi sta stretto.

Mi sono presa sul serio. E adesso son qua.

So di non voler più girare in tondo e a vuoto, ciclicamente triste arrabbiata sola e poi di nuovo guerriera forte.

Stavo male, giravo e giravo ma non facevo nessun passo avanti. Verso di me.
La trasformazione è accaduta. La mia testa questa volta non ha molto potere. Perché il cambiamento è giunto da un altro luogo di me. Quello che aveva bisogno che la strada fosse ripulita dalle erbacce, per potersi espandere. Il luogo del mio potere. Quel luogo che abita nel silenzio di me, dove vedo tutto il filo della mia vita per la prima volta da un altro punto di vista.

Il luogo del mio potere ora mi chiama. Perché io lo assuma. Con tutto di me, corpo e anima.

Che cosa voglio veramente? Che cosa penso veramente? Chi mi piace e chi non mi dà nulla più? Come voglio che siano le mie relazioni? Quali sogni voglio veramente realizzare? Come è essere soli e sentire di avere finalmente potere sulla propria vita? Come voglio stare nel mondo? Che segno di me voglio portare agli altri? Come voglio lasciare un segno?
Chi sono io veramente? Quali scelte posso compiere da qua? dalla terra di me?

Non sono più parole in cui ho creduto e che ho sperato. Non mi risuonano dentro come prima. Ora sono realtà della mia carne, della terra di me nella quale sto iniziando a mettere le mani, sporcandomele fino in fondo.

La mia terra oggi è ancora polverosa, piccola e dai colori e consistenza sfumati. Non mi resta che attendere.

Chi sono, definita, solida, a tinte forti, giungerà a me. Lo so. Non mifaccio più distrarre dai sentieri sbagliati.

Sono nata oggi.
Buon primo giorno di vita nuova me, Vera.”

Un abbraccio
Roberta

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Prima giornata 
ASCOLTA IL MOVIMENTO E L’ENERGIA DEL TUO CUORE

Eccoci al primo giorno di questo mese d’amore.
Come stai? 
Che energia c’è?
Come ti sei svegliata?
Quali emozioni all’inizio di questo viaggio di amore?

Questo percorso è un regalo che ti sei fatta, unicamente per te.

Com’è esserti fatta un regalo? Che sensazione provi?

Non è frequente regalarci qualcosa solo per noi. E’ già esso stesso un atto di amore. Spesso non ci diamo neppure questo permesso. Questo è già un primo passo, da benedire e di cui essere fiere. Un primo passo che porta esso stesso in sé frutto.
Magari è il primo che ti fai, magari sei abituata. Spero comunque che questo possa diventare un regalo speciale.

Ti invito a prendere un quaderno che ti piaccia, e che terrai per tutto il mese. Lì potrai annotare pensieri, disegni, segni, simboli e qualche piccolo oggetto preso qua e là…
Sarà come un diario, segreto. Se vuoi.

Voglio darti alcuni suggerimenti importanti che varranno per tutto il mese. Sono come degli ingredienti che potenzieranno i risultati.

Primo: cerca un luogo appartato, un tempo solo per te, in cui non essere disturbata. Un luogo di potere. Quel luogo in cui ti senti protetta e a casa.

Secondo: tempo per te. Questo percorso già vuole regalarti questo. Prenditi tutto il tempo necessario per svolgere il tema della giornata e ritagliati alla sera un tempo per scrivere e segnare quello che è emerso.

Terzo: non fare alcuno sforzo per le giornate che seguirai. Se un tema non funziona, non intestardirti, significa che non è il momento per te. Potrebbe arrivare dopo, magari dopo un mese, un anno, chissà…

Quarto: cerca di vivere le giornate più di pancia e d’istinto che puoi. Segui la traccia senza troppo riflettere o pensare. Rispondi, agisci e dopo rifletti.

Fatte queste premesse, entriamo in questa prima giornata.

Metti un intento per l’intero mese.

Ascolta in te come vorresti essere e sentirti alla fine di questo mese, e tutto quello che ti attende o vorresti che ci fosse.

Non mettere un obiettivo razionale, se riesci, ma un intento, del cuore.
Questo intento potrebbe anche non aver parole, frasi, potrebbe arrivarti come un sospiro, un moto del corpo, un’immagine, un respiro profondo. Ascolta e segna. Il gesto che giunge a te dalle tue profondità, quelle dell’anima e del cuore.

Se avessi una bacchetta magica, se potessi sognare al di là di tutto, quale intento del cuore e dell’anima arriverebbe? Una parola.

Con quale energia?

Ora immaginati. Chiudi gli occhi e immaginati come vorresti essere alla fine.

Immagina, quali emozioni vorresti sentire, quali azioni, quale vita. Segnalo dentro di te, ascolta le emozioni che ti provoca e poi lascialo andare. Si è inscritto nel percorso, come traccia silente di questo mese.

Con questo sussurro del cuore e questa immagine di te che hai consegnato all’universo, questa prima giornata si conclude.
Ne sentirai il vento anche nelle prossime.

Ti invito a questo punto a mettere nuovamente le tue mani sul cuore e ascoltare questo gesto quale energia ha mosso in te. Tienila anche per domani.

Ti ricordo, se vuoi, che puoi iscriverti, se non lo hai ancora fatto, e condividere, nel gruppo WILD di fb Roberta Bailo coach , il tuo intento del cuore o quello che vorrai.

Un abbraccio grande

A dopodomani

Roberta