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Non buttiamo via nulla

In un momento in cui fioriscono libri sull’ordine e professioni che aiutano le persone a mettere ordine e in ordine la propria vita, in un periodo in cui le patologie da accumulo aumentano, i disordini ossessivi compulsivi con tendenza all’accumulo… mi viene da dire “non buttiamo via nulla“…non penso tanto ovviamente alle nostre case, quella è un’altra storia, ma penso a noi stessi (anche se un bel cassetto incasinato o un angolo della casa in cui tutto è per aria non guasta e fa del bene alla nostra creatività).

Quante volte ci diciamo non dovrei essere così, se quella mia caratteristica fosse un po’ diversa.. come se potessimo scegliere e selezionare e buttare via caratteristiche di noi stessi che ci danno fastidio e che pensiamo possano essere le vere cause di insuccessi o infelicità.

Ecco non buttiamo via nulla. Accettiamo tutto di noi.

Chi di noi non ha mai avuto un’ossessione nella sua vita? (..le magnifiche ossessioni...) quei pensieri fissi che non se ne vogliono andare mai…quell’obbligo interiore che ti dice devi farlo, altrimenti…e se non lo fai 50 volte ..chissà cosa succede….beh, le ossessioni possono avere mille sfaccettature e caratteristiche, che si adattano alla storia e alla sofferenza della singola persona.

Ecco, ma se cambi sguardo, puoi vedere della magia e della sacralità anche in quello.

In ogni ossessione esiste in germe un rito sacro. Mi spiego meglio, se spogliamo il gesto ossessivo dalla gabbia e dalla schiavitù che questo produce, in esso vi è un nucleo forte e potente di sacro e di divino, che non ha ancora trovato la giusta strada per esprimersi e che attende soltanto di essere liberato. E’ un’immagine, un simbolo che vuole dirci qualcosa di noi. Non si tratta quindi di accanirsi CONTRO di esso, di fissarsi dicendosi “non devo più fare così”, di volerlo buttare via a tutti i costi appunto,ma di ascoltarlo, e viverlo, così che questo lentamente ci dirà qualcosa di noi di più profondo.

Come sarebbe se il tuo cassetto preferito fosse tutto finalmente in disordine?

Come sarebbe se quel pensiero che non puoi pensare lo potessi pensare sempre?

Come sarebbe se il tuo migliore amico ti dicesse che ti ha scelto proprio perché perdi sempre tutto o perché hai paura a parlare davanti a tante persone?

 

Roberta Bailo

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