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Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice

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Ho sempre trovato molto arguta e ricca di significato questa frase famosa.
Sarebbe interessante che io non scrivessi nulla, ma che ti chiedessi subito, così, d’impatto che effetto ha su di te questa frase. Quello alla fine conta, non tanto poi le mie riflessioni che possono sì essere uno spunto, ma quello che ci vivi tu dentro.

Che cosa risuona in te a leggerla? Leggila lentamente e ascolta nel tuo corpo se si smuove qualcosa.

Non è mai troppo tardi
per avere un’infanzia felice.

Non è mai troppo tardi, mai. Questo arriva a me, in primis.

Per ricominciare, per decidere, per dare una svolta.
Non dire mai “ormai”.
Sì, parlo a te che ti nascondi dentro un “accettare” che ha il sapore del “rassegnarsi” (chi si accontenta, muore…).

Ormai ho una certa età, ormai cosa vuoi che faccia, ormai sono in questa situazione con il mio compagno, stiamo insieme da anni… alla mia età… ormai ho questo lavoro, ormai ho scelto questa strada, ormai me la sono giocata; ormai ho dei figli, come posso stravolgere la mia vita?

Ormai… di quanti ormai è costellata la tua vita?

Da che parte di te arrivano?
Dalla parte rassegnata (che a volte si crede pure saggia), dalla parte vittima ( che a volte ci piace così tanto), dalla parte spaventata, da quella che non crede in se stessa.

Guarda da dove, da quale luogo dentro di te giunge questo ormai. Magari appartiene ad una bambina spaventata.
Gli ormai che spargi qui e lì nelle tue giornate, anche nel quotidiano, abbassano la tua energia, attraggono rinunce e l’immagine che tu rimandi al mondo si allinea.
Chi ti proporrebbe una follia, di osare un’altra vita se tu sei cosparsa di ormai?
La via della gioia è costellata forse di ormai?

Infine, non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice ti porta a fare un altro salto in avanti ( e non indietro verso l’infanzia), anche questo. Ad uscire di nuovo da una sorta di zona comfort in cui rimpianto, a volte recriminazione e quindi stagnazione sono le dominanti.
Lo sappiamo bene tutte: tantissime le radici dei nostri dolori, ferite, difficoltà nascono laggiù. E quanta fatica poi per divenirne consapevoli, per sanarle.
Ma. C’è un ma.

Ad un certo punto si può anche dire basta. Esiste anche qui sempre la possibilità di scegliere e di svoltare lo sguardo. Dal sempre rivolto all’indietro a rivolto in avanti e oltre.
Oltre anche quel dolore. E dentro tutto quello che c’è in noi di potenziale fuoco per costruirti il tuo terreno, nuove radici sane, pacificate le antiche, consapevolezza di dove sei, con quale terreno entrata nella vita, preso tra le braccia cuore e radici, pronta a creare la tua nuova infanzia.

Martedì 7 settembre alle 21 il webinar/rituale di ripartenza per questo nuovo ciclo: Riparto da me.
Ti aspetto!
Un abbraccio
Roberta

 

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