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Quando non sai più chi sei

Spesso ci diciamo non so più chi sono, sento di non essere me veramente, se fossi veramente me stesso...

e ci portiamo dentro alle nostre giornate questa piccola voce che come un tarlo ci corrode e ci fa immaginare un futuro migliore in cui, se noi potessimo essere veramente noi stessi, la nostra vita farebbe un salto di qualità potentissimo. E finché non accade ci sentiamo minimi, mediocri, un po’ spenti, spesso accondiscendenti. E aspettiamo un miracolo. Che non arriva.

Credo che il punto di stallo sia proprio nell’immaginare e nell’aspettare eventi eclatanti, grandi soluzioni che magicamente ci potrebbero rivelare il nostro vero essere e quindi cambiare la nostra vita in meglio, come noi vorremmo. A volte può accadere, ma non è sempre così.

E’ questo ideale esterno a noi e “magico” che ci porta fuoristrada, facendoci rincorrere qualcosa di irraggiungibile.

Chi sei parte da qua, da adesso. Chi sei si è già rivelato nelle scelte fatte, nei sì e nei no che hai detto. Tutto sta a portarlo in luce, a vederlo e lasciarlo parlare.

Ripensa alle tue scelte finora e osservale guardando il bello che si è espresso in esse. Lì ci sei tu veramente, nella bellezza. Quale bellezza di te si è manifestata in quella scelta?

Spesso perdiamo di vista chi siamo, anche perché siamo troppo “pieni” di impegni, di telefonate, di cibo, di pensieri e di paure per il futuro, di abitudini. Prova a cambiare una cosa, una piccola che apparentemente ti sembra insignificante. Se interrompi e modifichi anche una sola abitudine, vedrai che si aprirà una porta sulla creatività in modo inaspettato e liberatorio. E nella creatività ci sarai ancora tu, con i tuoi talenti. Bevi il caffè con la mano che non usi quasi mai, svegliati mezz’ora prima, assaggia un cibo che hai sempre rifiutato, vai a fare una camminata dove non andresti mai, insomma cambia un rito. Prova, osa. E osserva quello che accade.

Infine, prova a lasciar andare. Anche i pensieri ci riempiono, e spesso quelli ripetitivi e negativi si ammassano uno dopo l’altro  sopra la nostra vera identità, la nascondono a la soffocano. Prova a lasciar andare un pensiero che ti assilla. Scrivilo se vuoi, ma poi brucia il foglio, mettilo sotto terra, fanne qualcosa insomma, e lascialo andare. Fai un piccolo spazio in te libero da pensieri e ascolta quello che succede. In quel piccolo vuoto e in quel silenzio potresti esserci proprio tu. Un tu che comunque non è fermo, statico, ma in continua evoluzione e dal quale puoi ripartire.

 

Roberta Bailo

 

Aiuto le persone a scoprire chi sono, a liberare le loro potenzialità. Mi puoi scrivere qua e ti contatterò al più presto. Ti ricordo inoltre che posso anche fare sedute via skype.

 

 

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