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Sei esagerata

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Arriva un momento nella vita in cui ti dicono “sei esagerata”.
Alzi la mano chi non se lo è sentito dire almeno una volta… o non se lo è detto almeno una volta.

E piano piano ha iniziato a crederci. A credere che, quando manifestava i sentimenti, entusiasmo, gioia, creatività e passionalità, era esagerata, eccessiva, fuori luogo, fuori posto. Era “troppo”. Troppo per gli altri, per il mondo, che non c’era posto per lei. Messo in cantina il potere, fatto qua di creatività ed entusiasmo.

Il tentativo di appiattimento è subdolo, mascherato da un altisonante senso di realtà, di adesione alla realtà concreta che ci inchioda. Il passo a dire “io non vado bene per questo mondo” è automatico quasi, quasi inevitabile. Il mondo stesso nella società tende all’appiattimento, all’omologazione.
Troppo, spaventa.

Sei esagerata quando ami con tutta te stessa, quando credi fino in fondo nel voler realizzare un tuo sogno, quando cogli un’offesa e ti adiri, quando difendi qualcuno perché ha subito un torto perché senti in te che quel sentimento era sacro, quando ridi fino alle lacrime, quando ti innamori di un’idea, di un progetto, quando vuoi cambiare il mondo e regalare doni. Sei esagerata quando dai peso alle parole, quando proteggi i sentimenti, quando combatti per un valore.
Sei esagerata perché lasci che la vita e quello in cui credi fluiscano in te e si manifestino.

O si diventa guerriere che non guardano in faccia nessuno e che ne pagano poi amari prezzi, in termini di ammaccature più o meno profonde, o si soccombe, covando dentro risentimenti, nostalgie, malinconie e talvolta depressioni.
La passione va alimentata, nutrita ma soprattutto protetta. Ci vuole energia e centratura. Il sapere che c’è posto, il sapere che è possibile, l’esserne certe. Credere a se stesse. Darsi fiducia.

Perchè i venti avversi arriveranno sempre. Ci sarà sempre qualcuno che giudicherà “esagerato” un tuo moto dell’anima, un entusiasmo, una passione. Perchè quel qualcuno si sentirà toccato in profondità dalla vita che prorompe in te e che non chiede altro che farsi realtà. Con la tua passione lui avrà corso il rischio di essere destabilizzato e messo in discussione. Avraà paura e ti giudicherà per proteggersi e rimanere tranquillo.Tutto starà a scegliere. Fermarsi un attimo e chiedersi: quanto può avere ragione chi mi dice che lo sono? Quanto potere voglio dare a questo? Come posso accogliere questo suggerimento senza perdere me stessa?

La passione è passione. Non è tiepida. L’entusiasmo è sfacciato a volte, non può tenere conto di tutti. Prima va lasciato prorompere, poi dopo si può pensare ad arginarlo per potenziarlo. Come un fiume in piena. Quanta energia c’è? Tantissima. Prima la fai sgorgare, poi la argini se vuoi che continui nel tempo a bagnare campi e boschi e prati. Ci sono fasi diverse di crescita e maturazione.
Ma quando si è tenuta sotto chiave la propria diversità per tanto tempo, è normale prorompere quando decidiamo di andarla a riprendere.

E al mondo c’è tanto bisogno di persone esagerate, che coinvolgano, trascinino con il loro entusiasmo fino a grandi sogni e grandi realtà.
Il giudizio porta alla rinuncia, al mettere da parte, al dirsi perché dovrei io? Chiude, ingabbia, spegne.

Certo, per tenere fede al proprio prorompere come un fiume in piena, ci vuole energia, fedeltà e impegno serio. Ci devi credere. Credere nel senso di dare il cuore a te stessa, prenderti sul serio, insomma.
(Ma di questo ne parlerò in un prossimo articolo).

In conclusione, l’altra faccia della medaglia.
Quando l’esagerazione è altro, nel senso che esonda e invade da qualche parte, e ci metti veramente tanta energia per… farti ascoltare, farti vedere, realizzare. Qua: come mai ho bisogno di essere esagerata per farmi vedere? Da chi sto cercando a più non posso di essere vista?
Perchè sto usando tutta questa energia in più? Non potrei ottenere lo stesso risultato senza tutta questa fatica? Qui l’esagerato è fatto di eccesso per. Come se non fosse sufficiente quello che siamo per.  Ma avessimo bisogno di tanto di più per: essere viste, considerate, ascoltate, produrre. Qui è una risposta al “io non sono abbastanza”. Ma anche qui porta da un’altra parte come riflessione.

Per oggi ti invito ad essere esagerata, ad andare a rispolverare il tuo essere troppo, il tuo essere prorompente. E vedere come sta.

Quali parole ci sono dentro? che energia vuole uscire di te?

E anche a chiederti: il mio essere “esagerata” che qualità ha? Per chi o che cosa lo sono? Ho un sogno che lo sostiene? Ho fatto mettere radici alla mia esagerazione? Queste radici di che cosa sono fatte?

Un abbraccio

Roberta

 

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