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#STORIES Giulia e il suo grande peso

Prosegue l’appuntamento con le #Stories, le storie di donne reali che ho incontrato nel mio lavoro di coach. Ovviamente il nome è inventato e ho rielaborato le vicende, nel rispetto della privacy delle mie clienti.
Oggi la storia di Giulia.

Giulia è una donna scontrosa e difficile, a detta sua. Sempre scontenta, sembra aver perso la connessione con la vita bella. Per fortuna se ne rende conto e chiede il mio aiuto, il suo obiettivo iniziale è quello di migliorare, dice che così non può più andare avanti, non ha molti amici, relazioni difficili, faticose, dalle quali si sente prosciugata le energie e che la lasciano spesso con tanta amarezza.Per lei, c’è qualcosa che non va, in lei. E vuole cambiare, diventare un’altra. Invidia quelle che sono allegre, piene di amici, che hanno facilità nelle relazioni.Si sente cattiva, antipatica e non si piace.Questo il quadro che mi presenta quando la incontro su skype per la prima volta. Ascolto, e quello che mi colpisce del suo racconto, che le rimando subito, è l’abbondanza di giudizio che ha verso se stessa. Piovono aggettivi come cattiva, non vado bene, antipatica, pesante, e così via.Giulia si porta un enorme peso addosso, che vedremo via via nei nostri incontri. Non serve che glielo dica io, la conduco a rendersene conto.Il suo peso è il giudizio nei confronti di se stessa, pesante, incontrovertibile, onnipresente. Proietta all’esterno, invidiando le altre persone, tutta la bellezza che lei ha dentro. Ma lei non lo sa, non ancora. Questa volta la lascio parlare parlare a lungo del suo malessere, del suo dolore. Il peso è tanto, vivere con una Giulia così non è certo facile.Un giorno la invito a disegnarsi. Mentre si disegna con tutto questo peso, scoppia a piangere. È un pianto liberatorio di fronte a tanto dolore. E in quel pianto, una sola parola di amore. Per quella immagine costruita negli anni, di una donna arrabbiata, sulla difensiva, che cercava il più possibile di difendersi dagli attacchi esterni e che aveva assorbito questa immagine di sé.Giulia da quel momento di amore profondo cambia.Non è subito evidente. Ci vuole tempo, ma è come se quel suo atto di amore piccolo, ma autentico, verso se stessa, avesse seminato in lei un’apertura verso altro.Si rende conto che la strada è un’altra, quella dell’accettazione. Accettazione degli angoli scontrosi, delle labbra abbassate, dell’umore nero.Inizia a porre attenzione alle parole che usa nel discorso colloquiale quando parla di se stessa. A volte ridiamo insieme, perché appena se ne rende conto, lancia un’occhiataccia a quella Giulia ancora presente che la castra. Ormai ha compreso e ironizza.Oggi Giulia ha lasciato andare l’ombra di una se stessa oppressa dal suo stesso giudizio. Oggi calibra le parole quando parla di sé e questa attenzione interiore ha modificato dall’interno la percezione che ha di sé. E dal dentro sta andando verso il fuori. L’amore sta nutrendo le sue cellule, anche il suo corpo goffo, sta cambiando. Sorride più spesso e una nuova luce le sta comparendo sul volto.

Roberta

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