Ti sei dimenticata della gioia

Ti sei dimenticata della gioia

Sommerse da doveri e dover fare, da sensi di colpa e aspettative di come dovremmo essere ci perdiamo il gusto e il piacere di realizzare chi siamo e il godimento del realizzare noi stesse.

Addirittura, come se realizzare noi stesse e diventare chi siamo, lasciando andare condizionamenti e dolori, diventasse anch’esso un dovere.

Spesso ci perdiamo per strada la motivazione autentica.

Ma perché vuoi fare un lavoro su di te?

Sembra che spesso la spinta derivi dalla stessa matrice che ci ha condotte a stare male e a non starci in autenticità.

Come se lo stesso lui o lei, lo stesso copione, di sofferenza e sacrificio, ti dicesse che adesso devi stare bene, devi abbandonare quello che ti condotta fin qui, insoddisfatta e sofferente.

Insomma, resti nello stesso schema e metti in campo le stesse energie, mascherate da voglio liberarmi da sofferenze inutili, voglio migliorare, voglio diventare me stessa, la donna libera che sono e vorrei essere. Voglio aumentare il mio potere personale. Perché? Dove vuoi arrivare, ma soprattutto come ti vuoi sentire?

Ma perché?

Spesso perdiamo di vista questo.

Perchè farlo?

Perché sobbarcarsi un lavoro complesso su se stesse? Perché la crescita personale?

Perché infilarsi in nuove consapevolezze, in andare a vedere sentimenti a volte scomodi e difficili da guardare, perché andare a sovvertire equilibri (insoddisfacenti sì, ma che hai tenuto con te per anni e nei quali tutto sommato convivi…): quale la motivazione che può reggere? E che non sia perché così non va bene, non posso essere così… ma sia aperta, manifestante, alla gioia e all’amore.

Credo che corriamo e corri spesso questo rischio.

Dimenticare la gioia. Il divertimento, il gusto, la bellezza.
Il sapore della vita.

Se non lo fai per la gioia per che altro farlo? per il piacere di vivere le cose e viverti davvero…

Meglio andare a mangiarsi un gelato… o comprarsi un vestito nuovo.

Per che cosa pensi di essere venuta al mondo?

Ricordo una cliente di tempo fa. Quando, ad un certo punto del nostro percorso, si rese conto che “non era nata per soffrire”…quante risate!

Per che cosa sei nata?

La scelta e la guida, il faro e l’àncora, spesso risiede lì.

Perché fare? Come vuoi sentirti?

Potenziare il tuo potere personale per…?

Per cosa credi di essere qui?

Per la gioia? oppure?

Quanto ti fa paura essere finalmente felice per più di un giorno?
Che cosa ti è più facile: essere felice o essere depressa?

Ricordatelo più spesso di lasciarle spazio, allora. e scegli a partire da lì, anche un percorso di crescita personale. Impareremo a sceglierla, insieme. Per te, per null’altro e nessun altro.

Cerca sempre la gioia e la bellezza e la tua energia… lì ti si rivela la tua autenticità e la strada per scegliere.

Un abbraccio
Roberta

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Luigina

    Ciao Roberta, piacere di conoscerti , caspita che energia di Donna !!! potente anche l’audio del radicamento, a presto, grazie e un abbraccio

  2. Roberta

    Grazie Luigina! sono felice che ti risuoni… chissà qual è la tua energia di donna, visto che la mia ti è risuonata… un abbraccio a te

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