Tradire

Tradire

Tradire è uno dei movimenti più difficili e più necessari da compiere nella vita.
Dal momento in cui inizi a dire i primi no, in cui scegli le prime ribellioni, hai da passare attraverso questo varco, a volte stretto a volte ampio.

Tradire una casa quando senti che devi partire. Tradire quella madre che vorrebbe tenerti e proteggerti fino a farti soffocare di amore e controllo e cura. Tradire un meccanismo che hai usato fino ad oggi, che ti ha tenuta al calduccio e un po’ in prigione, tradire un’amica fidata che ormai non ti vede più, tradire una terra che non ti fa saltare e non ha più sentieri sconosciuti, tradire un’idea di realtà che fino ad oggi ti ha guidata nella conoscenza del mondo, per lasciar entrare nuove visioni della realtà e delle realtà.

Tradire un amore quando ti lega a fermarti dentro schemi che ti stanno stretti.
Ma anche un copione di vittima, di non amabile, per provare l’ebbrezza del ricevere e del lasciarti amare.

Tradire un’idea, un’immagine di te stessa, di poverina, fallita, incapace di… avere successo, amore, gioia e felicità.
Quel messaggio che hai respirato e sposato da tua madre, da tua nonna, da un’amica, un primo amore: che nella vita si deve soffrire, che non puoi pretendere di essere felice, o di avere di più di quello che hai.

(Ci puoi riuscire a tradire un senso di colpa, che così gelosamente stai tenendo stretto per non lasciar andare tua madre? O tuo padre?)

Posso andare? Si, ma così mi tradisci… posso vivere? Si ma così mi lasci. Posso avere successo? Si ma così tradisci il fallimento di tuo padre. Posso essere amata? Sì, ma hai da tradire il sacrificio di tua madre. Posso godere? Si ma hai da tradire la tristezza di tua madre. Posso amare? Sì, ha dai da tradire quell’immagine di “non ho bisogno di amore” che ti ha così bene protetta per anni, o di sono inaffidabile, che ti preclude così tanta gioia…

Sei disposta a tradire per vivere?

A smettere di accontentarti.

Sei disposta a fare il salto?

Tradire l’immagine costruita di un padre vittima del mondo, che ha fatto di tutto per te; e persino un amore o più amori, quando senti che il tuo corpo non vuole o che sei chiamata ad altri modi di amare, anche se sarebbe comodo e riposante accucciarti per un po’ e far zittire ancora una volta una sensazione di rifiuto.

Tradire una casa che ti terrebbe stretta, con sé, ma che non potrai mai vivere come casa, finché non osi uscirne e poi tornare, ma solo come carcere.

Casa diventa tale nel momento in cui la puoi lasciare, e tornare. E sperimentare che la puoi ritrovare. iù ricca e luminosa di quando l’hai lasciata. Arieggiata e alleggerita.

Tradire dei pesi perchè scopri che non sono i tuoi, ma li hai presi insieme ad un affetto, come se dovessi prendere anche quelli.

Nel viaggio della vita che sei chiamata a compiere, per compiere la tua chiamata, quella che risuona nella profondità della tua anima, quella voce antica e selvaggia e potente, hai da compiere atti di tradimento. Soltanto in questo modo potrai traboccare e manifestare pienamente te stessa.

Hai da passare sul confine del dire no, nel sperimentare e poi andartene, nel permetterti di vivere e poi lasciar andare correndo il rischio di scoprire che altre terre ti chiamano.

Stai accorta, tuttavia, potresti anche scoprire, in questa avventura, di poterti fermare: lì avrai trovato una terra rigogliosa, dove alla fine non sarà più necessario tradire, nessuna idea, nessun uomo, nessuna parte di te, perché avrai trovato armonia delle parti, la tua essenza potente e un luogo casa dove fiorire e con chi poter costruire. Saprai che qualora dovesse essere necessario, potrai ancora farlo.

Il tradimento è un potente mezzo di conoscenza di te, un ardito e coraggioso alleato che può condurti alla verità, e compagno di espansione. Quando avrai tradito, potrai ri-accogliere tutto, nessuna parte esclusa.

Che possa essere un agosto di tradimento (!).
Un abbraccio
Roberta

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